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	<title>nuovoalbum &#8211; Artlovers Promotion</title>
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		<title>ShE!NoThinG: fuori ovunque “The cracks of the soul”, il debut album che ci porta tra le crepe dell’anima verso la luce</title>
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				<pubDate>Mon, 15 Feb 2021 12:56:01 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Dopo le calde e graffianti anticipazioni giunte con i primi due singoli, “Woman” e “Rabbit Hole”, è finalmente disponibile ovunque “The cracks of the soul”, il debut album di ShE!NoThinG. Accompagnato dal terzo singolo, “I wanna get rich”, l’album dell’artista romana conferma ciò che le due anticipazioni avevano suggerito. Ritroviamo così la sua attitudine provocatoria [&#8230;]]]></description>
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<figure class="wp-block-image"><img src="https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB.jpg" alt="" class="wp-image-1345" srcset="https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB.jpg 930w, https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB-150x150.jpg 150w, https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB-300x300.jpg 300w, https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB-768x768.jpg 768w, https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB-696x696.jpg 696w, https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2021/02/TheCracksOfTheSoulWEB-420x420.jpg 420w" sizes="(max-width: 930px) 100vw, 930px" /></figure>



<p>Dopo le calde e graffianti anticipazioni giunte con i primi
due singoli, “<strong><em>Woman</em></strong>” e “<strong><em>Rabbit Hole</em></strong>”, è finalmente disponibile ovunque “<strong><em>The cracks of the soul</em></strong>”, il debut album di <strong>ShE!NoThinG</strong>.
Accompagnato dal terzo singolo, “<strong><em>I wanna get rich</em></strong>”,
l’album dell’artista romana conferma ciò che le due anticipazioni avevano suggerito.
Ritroviamo così la sua attitudine provocatoria e tagliente che affronta
tematiche urgenti e spesso intime donando sfumature di volta in volta diverse
alle musiche di matrice folk rock dagli arrangiamenti che si ispirano agli anni
90 senza lesinare sperimentazioni ardite, insolite e coinvolgenti. </p>



<p>L’ugola tenebrosa di <strong>ShE!NoThing</strong> è la
zattera di Caronte che ci trasporta tra le fiamme di questi dieci brani carichi
di pathos che mirano a bruciare tutte le maschere, i falsi miti e i luoghi
comuni della nostra società per ricondurci a una purezza primordiale, nuda come
l’essenza della verità, infatti, il produttore del disco, <strong>Paolo Fattorini</strong>, dichiara che “<strong><em>The cracks of
the soul</em></strong>” è un album “<em>crudo, sporco, imperfetto, rumoroso,
abbandonato all’istinto, senza razionalità, poco formale… insomma vero</em>”. &nbsp;</p>



<p>Tutti i brani del disco sono stati composti in poche
settimane. Per accrescere l’attitudine non convenzionale della musica di <strong>ShE!NoThinG</strong> e donarle sonorità più autentiche e grezze, la batteria
è stata suonata posizionando la grancassa in orizzontale, percuotendola come
fosse un tamburo, in stile Velvet Underground. Il basso, suonato da Fattorini, è
uno straordinario Eko degli anni 70 made in Recanati, ma lo strumento più
caratteristico, presente in alcuni brani del disco, è il Fender Bass VI, ovvero
una chitarra basso dal suono molto tipico e “ferraglioso”. Nel singolo “<strong><em>I wanna get rich</em></strong>” questo è lo strumento portante ed è fortemente
caratterizzante per le atmosfere del brano, riuscendo a sottolineare la durezza
sonora delle parole del testo.</p>



<p>Così <strong>ShE!NoThinG</strong> racconta l’evoluzione del disco: “<em>I miei brani sono il frutto di diverse
riflessioni che ho fatto durante quest’ultimo anno. Quando scrivo parto sempre dal
testo perché mi piace esprimere prima di tutto un concetto, un’idea, un
pensiero e solo dopo compongo la musica. Nel concept dell’album volevo che si
percepisse il carattere duro e grezzo che per me caratterizza la verità.
All’interno del brano “</em><strong>The Truth</strong><em>” parlo proprio di questo tema a me molto caro. Mi piacerebbe, infatti,
vivere in un mondo ‘vero’, dove la gente ha il coraggio di dire la verità anche
quando è scomoda. Sempre più spesso, invece, ci nutriamo di menzogne e quel che
è peggio è che non le diciamo solo agli altri ma anche e soprattutto a noi
stessi.</em></p>



<p><em>“</em><strong>Woman</strong><em>” è l’ultimo brano nella track-list ma è stato il primo estratto che ha
anticipato l’album. Ci tenevo particolarmente, infatti, a presentarmi
attraverso questa composizione, che vuole disperatamente porre attenzione sul
delicato tema della violenza sulle donne. Una ballad rock a cui tengo
particolarmente. Il secondo singolo è stato invece “</em><strong>Rabbit Hole</strong><em>”, un brano che io definisco
‘nascosto’ perché fa venire voglia di ballare ma in realtà porta dentro la
drammaticità di tutti gli altri. Racconta il desiderio di trovare casa o forse
di trovare qualcuno che in qualche modo ci faccia sentire a casa. “</em><strong>Rabbit Hole</strong><em>” è un universo parallelo che prova ad
inghiottirci se non veniamo salvati (“</em>who’s give me a ride home<em>”).</em></p>



<p><em>“</em><strong><em>Lady</em></strong><em>” è il brano più pop dell’album ma parla di un cambiamento, di un
percorso che può portare chiunque a conquistare una nuova consapevolezza. Rispetto
agli altri pezzi in soggettiva, qui parlo in terza persona, come se ascoltassi
i consigli di qualcuno. O forse perché sentivo l’urgenza di parlare in modo
universale alle altre donne. In “</em><strong><em>Don’t
be afraid</em></strong><em>”, invece, parlo dei rapporti
sentimentali e di quelle dinamiche che spesso si ripetono. La frase “</em>I promise i will bury my strongest side until you see the light<em>” è la
mia personale promessa all’inizio di un nuovo rapporto, quella di provare a
seppellire in mio lato più forte e lasciar aprire le mie crepe per vedere la
luce venirne fuori. “</em><strong>Hold on</strong><em>” è una canzone che tratta delle difficoltà della vita, vuol far capire
che alla fine è complicata per tutti, chi più chi meno, e a me piacerebbe,
nonostante tutte le difficoltà e i problemi, rimanere sempre me stessa anche se
le cose intorno a me dovessero cambiare. Nel ritornello, la frase “</em>keep rolling<em>” è un modo per dire che dovremmo filmare ciò che facciamo
nella vita per poi riguardarci a distanza di tempo e capire se siamo cambiati o
siamo rimasti gli stessi. Nel brano incito qualcuno a farlo per me nella
speranza di poter rimanere sempre me stessa anche se domani dovessi svegliarmi
su una panchina.</em></p>



<p><em>Poi c’è il terzo singolo, “</em><strong>I wanna get rich</strong><em>”, forse quello più significativo per
me, quello che mi tocca di più le corde dell’anima. In questo brano muovo
accuse pesanti contro le lobby, contro un mondo consumistico (“</em>I wanna get rich to buy things I don’t need<em>”) e anche contro un
cattolicesimo spento, arrivando a trattare anche il tema dell’immortalità
intesa come lasciare ai posteri qualcosa per cui valga la pena essere
ricordati, magari una canzone…</em></p>



<p><em>“</em><strong>Let me get
on the train</strong><em>” è un viaggio introspettivo. Ho usato
la parola ‘train’ proprio per dare l’idea del movimento che va da dentro a
fuori di me, e viceversa. Ognuno può interpretarla a seconda del tipo di
viaggio che sta percorrendo o della tappa in cui si trova o della meta a cui
vuole giungere. In “</em><strong>My soul</strong><em>” mi metto a nudo e parlo della mia infanzia. Quando ero piccola giravo
intorno a me stessa come fanno i monaci dervisci, quasi per entrare in contatto
con i miei sogni. Ero molto introspettiva, parlavo poco e vivevo nel mio mondo.
Molte persone mi definivano ‘strana’, avevo delle visioni quasi paranormali che
ancora oggi mi sono rimaste. All’epoca soffrivo per questa non omologazione,
oggi ne sono felice. Penso che la diversità sia una cosa bellissima in un mondo
dove tutti vorrebbero essere dei cloni. Infine c’è “</em><strong>Neverland</strong><em>”, in cui ci si rende conto – e io me
ne rendo conto per prima – che l’unico cambiamento possibile può partire solo
da noi stessi e che il mondo che ci circonda non cambierà mai se non siamo noi
a cambiarlo, se non siamo noi i primi a cambiare</em>”.</p>



<p><strong>Guarda qui il lyric video di
“<em>I wanna get rich</em>”: </strong></p>



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</div></figure>



<p>* * *</p>



<p>La Track-list di “<strong><em>The cracks of the soul</em></strong>”</p>



<p>01 Lady</p>



<p>02 Rabbit Hole</p>



<p>03 Don’t be afraid</p>



<p>04 Hold on</p>



<p>05 I wanna get rich</p>



<p>06 Let me get on the train</p>



<p>07 My soul</p>



<p>08 Neverland </p>



<p>09 The truth </p>



<p>10 Woman</p>



<p>* * *</p>



<p><em>Link utili</em>: </p>



<p>&#8211; FACEBOOK: @she.nothing</p>



<p>&#8211; INSTAGRAM: @she.nothing</p>



<p>&#8211; YOUTUBE: https://www.youtube.com/channel/UCOtWuvAu3TsrcIWsFr-vuRA</p>
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		<title>Poesia e rabbia nell&#039;&#8221;Evoluzione&#8221; de Il DUbbio</title>
		<link>https://artloverspromotion.it/2019/01/08/poesia-e-rabbia-nell-evoluzione-de-il-dubbio/</link>
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				<pubDate>Tue, 08 Jan 2019 16:34:20 +0000</pubDate>
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				<description><![CDATA[Poesia e rabbia. In queste due parole si racchiude l&#8217;essenza di “Evoluzione”, il disco d&#8217;esordio de Il DUbbio, progetto pugliese nato per l&#8217;urgenza di comunicare svincolandosi da barriere e imposizioni. “Evoluzione” nasce come un concept che parla di un cammino in una villa disabitata. Si incomincia con l&#8217;intro strumentale, “Garden” (il giardino della villa), e [&#8230;]]]></description>
								<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><img class="alignnone size-full wp-image-590" src="https://artloverspromotion.it/wp-content/uploads/2019/01/ildubbioevoluzionecoverartlovers.jpg" alt="ildubbioevoluzionecover(artlovers)" width="1000" height="1000"></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">Poesia e rabbia. In queste due parole si racchiude l&#8217;essenza di “<i><b>Evoluzione</b></i>”, il disco d&#8217;esordio de<b> Il DUbbio</b>, progetto pugliese nato per l&#8217;urgenza di comunicare svincolandosi da barriere e imposizioni. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;">“<span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><b>Evoluzione</b></i>” nasce come un concept che parla di un cammino in una villa disabitata. Si incomincia con l&#8217;intro strumentale, “<i><b>Garden</b></i>” (il giardino della villa), e man mano ci si inoltra tra i corridoi e le varie stanze, ognuna impregnata di un ricordo, per poi infine trovare l&#8217;uscita con un “<i><b>Sorriso</b></i>”, ultima traccia dell&#8217;album.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">Le basi nascono dalle improvvisazioni in sala prove, sfruttano la tecnologia più moderna e la piegano al volere della parola che su quelle basi si adagia producendo un flusso di pensieri libero e viscerale. Se le canzoni de <b>Il DUbbio</b> fossero un&#8217;immagine si potrebbe pensare proprio ad un piccolo foro liberatorio creato dalla pressione dell&#8217;acqua nell&#8217;artificiale muraglia di una diga: da quel foro l&#8217;acqua, potente e incontenibile, sgorga fluttuante fino a valle, portando distruzione per ciò che è effimero ma permettendo anche di ripartire finalmente da zero, per “<i><b>capire la serenità delle piccole cose</b></i>”, come recita un verso di “<i><b>Conto i passi</b></i>”, primo singolo estratto, di cui è disponibile anche un videoclip realizzato da <b>Domenico Velletri</b>, visibile qui:</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color:#000000;"> <span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-size:large;"><a style="color:#000000;" href="https://www.youtube.com/watch?reload=9&amp;v=mmoYhtXVM58" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.youtube.com/watch?reload=9&amp;v=mmoYhtXVM58</a> </span></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">Nei testi de <b>Il DUbbio</b> si parla di libertà (“<i>&#8230;e aspetto di alzarmi in volo, e allora sarò libero</i>”, sempre da “<i><b>Conto i passi</b></i>”), di radici e di verità (“<i>Cerca le radici e cerca la verità</i>” da “<i><b>Radici</b></i>”), di paura del futuro (soprattutto nella commovente “<i><b>Vecchio cinema</b></i>”), delle varie sfumature del senso di “<i>Evoluzione</i>”, di solitudine per la fredda virtualità dei rapporti sociali e di altri argomenti “scomodi” ma su cui è necessario fermarsi a riflettere e soprattutto attendere prima di giudicare: “<i>concedi il dubbio</i>” (da “<i><b>L&#8217;asta</b></i>”).</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio </b>è un progetto di <b>Niko Lotti </b>(già membro de <b>Il Demone Meschino</b> e <b>La Musa</b>) che si avvale della partecipazioni di artisti con cui collabora ormai da anni, quali <b>Gianfranco “Mode-G” Chieppa</b> (alle voci e alle percussioni) e <b>Fabio Lotti </b>(alle chitarre).</span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">Qui è possibile ascoltare e scaricare “<i><b>Evoluzione</b></i>”: </span></span></span></p>
<p align="CENTER"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><span style="font-size:large;"><a style="color:#000000;" href="https://ildubbio.bandcamp.com/releases" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ildubbio.bandcamp.com/releases</a> </span></span></span></span></p>
<p style="text-align:center;" align="RIGHT">*</p>
<p align="CENTER"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:large;"><b>BIOGRAFIA IL DUBBIO</b></span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> è qualcosa di insito nell’animo umano, la più naturale delle sensazioni, dettata dalla necessità del confronto con gli altri ma anche con se stessi. Chi non dubita probabilmente non è umano…</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio </b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">nasce per caso nel 2017, durante alcune jam session di un progetto parallelo della band, chiamato </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il Demone Meschino </b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">e dedito al post-rock sperimentale. Cominciando ad aggiungere l’elettronica a quei brani, le jam pian piano si sono trasformate in nuovi brani con un genere e uno stile totalmente diverso, finché non ci si è resi conto che stava nascendo qualcosa di completamente nuovo. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">Oggi il progetto de </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> è portato avanti principalmente da </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Niko Lotti</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> (</span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il Demone Meschino</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">, </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>La Musa</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">) in collaborazione con musicisti con cui è in sinergia da anni (</span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Fabio Lotti</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> alla chitarra e </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Gianfranco “Mode-G” Chieppa</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> alla voce). </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">La musica che propone </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio </b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">è fondamentalmente spoken rock elettronico e viscerale, con testi nati dall&#8217;urgenza di raccontare il mondo con tutte le sue verità più scomode e le sue contraddizioni. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">La scelta del “parlato” deriva dalla volontà di arrivare subito all’ascoltatore cercando di enfatizzare al massimo le parole e il loro significato. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio </b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">vuol proporre qualcosa di innovativo e diverso all’interno di un genere che, a loro dire, “</span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i>oggi meriterebbe più spazio nel panorama musicale</i></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">”, poiché la freddezza di un mondo fatto di immagini e luoghi comuni dev&#8217;essere scaldata dal fuoco delle parole e dei sentimenti che portano con sé. </span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">I brani de </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Il DUbbio</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"> si articolano al di fuori dei classici schemi strofa-ritornello e diventano un vero e proprio flusso di pensieri trascinato dalla musica.</span></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color:#000000;">“<span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><b>Evoluzione</b></i></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">”, uscito l&#8217;8 gennaio 2019 per </span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Artlovers Promotion</b></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">, è il primo album della band: si tratta di un concept che parla di un cammino in una villa disabitata. Si incomincia con l&#8217;intro strumentale, “</span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><b>Garden</b></i></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">” (il giardino della villa), e man mano ci si inoltra tra i corridoi e le varie stanze, ognuna impregnata di un ricordo, per poi infine trovare l&#8217;uscita con un “</span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><b>Sorriso</b></i></span></span><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">”, ultima traccia dell&#8217;album.</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><u>Il DUbbio è</u></i></span></span></span><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">:</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">NIKO LOTTI (voce, basso, synth)</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">MODE-G (voce, percussioni)</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">FABIO LOTTI (chitarre)</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><i><u>Link utili</u></i></span></span></span><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">:</span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Pagina FB</b></span></span></span><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">: <a href="https://www.facebook.com/IlDUbbioMusic/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.facebook.com/IlDUbbioMusic/</a></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Canale YT</b></span></span></span><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">: <a href="https://www.youtube.com/channel/UCfYko3HSxTNOrZ2gNzEekzA" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://www.youtube.com/channel/UCfYko3HSxTNOrZ2gNzEekzA</a></span></span></span></p>
<p align="RIGHT"><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;"><b>Bandcamp</b></span></span></span><span style="color:#cc0000;"><span style="font-family:Adobe Hebrew, serif;"><span style="font-size:medium;">: <a href="https://ildubbio.bandcamp.com/releases" target="_blank" rel="noopener noreferrer">https://ildubbio.bandcamp.com/releases</a></span></span></span></p>
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